“Ascolta, Israele”

Predicazione tenuta il 22 giugno 2014 nella Chiesa valdese di Milano

4 Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l’unico SIGNORE.
5 Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze. 6 Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; 7 li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. 8 Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi 9 e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città.

Deuteronomio 6,4-9

Shemà Ysrael, Adonai Eloheinu, Adonai ehad …
Cari fratelli e care sorelle,
siamo, con questo testo, nel cuore della fede ebraica, nell’atto di fede che i nostri fratelli maggiori, gli ebrei, pronunciavano allora ed ancora oggi pronunciano, almeno due volte al giorno. Questo brano, assieme a Deut. 11,13-21 (ovvero le benedizioni e le maledizioni poste di fronte a Israele) e Num, 15,37-41 (il ricordo della Torah), costituisce la preghiera sinagogale degli Ebrei fino ai nostri giorni.
Adonai, il Signore, nel testo ebraico in realtà è il nome santissimo di Dio, il nome impronunciabile, il tetragramma che non va vocalizzato e che nella traduzione greca viene sistematicamente tradotto con Κυριος, Signore appunto. Ma anche se non lo pronunciamo direttamente, questo non ci impedisce di rispondere a questa preghiera con la lode per il santissimo nome di Dio, nostro Salvatore. Una lode che può essere esplicitata sulle labbra, ma anche una lode del cuore, che Dio spesso gradisce anche di più perché sincera, nuda, umile.

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