Creato e vegetarismo tra Bibbia, teologia e storia

Venerdì 29 novembre prossimo alle ore 21.00, presso il Centro comunitario valdese di Via Manzoni n.21 a Firenze, avrà luogo il secondo incontro del ciclo intitolato “Tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla Parola di Dio e dalla preghiera (1 Tm 4,4-5)” organizzato dall’Associazione cristiana “Fiumi d’acqua viva – Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato“. La serata vedrà una relazione su “Creato e vegetarismo tra Bibbia, teologia e storia” da parte di Andrea Panerini, storico e laurando in teologia alla Facoltà valdese di Teologia di Roma in vista del ministero pastorale. A seguire un’ampia discussione comunitaria con tutti gli intervenuti. “Dopo il successo del primo incontro siamo contenti di ospitare Andrea – dice Marta Torcini, Presidente di “Fiumi d’acqua viva” – nostro ex presidente e sempre presente nella nostra vita sociale, che ci offrirà un inquadramento storico e biblico alla tematica di quest’anno che concerne il nostro rapporto con il Creato e soprattutto con gli animali. La nostra Associazione si sta dispiegando su molti fronti – culturale, sociale, formativo – ed è a tutti gli effetti una comunità cristiana ecumenica formata da cristiani (ma anche da atei e diversamente credenti) che, senza rinnegare la propria storia e le proprie denominazioni d’origine, vogliono stare insieme per la riflessione, la predicazione, l’opera sociale. Nel mese di dicembre ci dispiegheremo in iniziative di presenza nella città di Firenze e in altre località della toscana”.
Per informazioni: www.fiumidacquaviva.orgfiumidacquaviva@gmail.com – 329.3276430 (Marta) – 340.6628249 (Elisa)

E Dio si riposò il settimo giorno

Sermone tenuto il 21 aprile 2013 su Genesi 1,1 – 2,4a nella Chiesa anglicana S. Mark di Firenze per il culto veterocattolico

Cari fratelli, care sorelle,
quante volte abbiamo letto e ci siamo soffermati su questo testo! E tuttavia quante volte non siamo andati oltre alle lettura di quello che, per la nostra sensibilità di smaliziati moderni, non è altro che un racconto mitologico. Eppure, se la forma è quella di un mito delle origini, questa Parola che il Signore oggi ci rivolge ci deve far andare oltre alle nostre diffidenze scientifiche: la Bibbia non è un trattato di biologia, né di geologia e tanto meno di evoluzione delle specie. Dio crea, crea il mondo, il mondo su cui oggi noi camminiamo, l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e tutto ciò che ci circonda che non sia manufatto dell’uomo. Dio ha creato il mondo, e non importa la mediazione del genere letterario in cui questo messaggio è stato fissato, proclamato da autori di oltre venticinque secoli fa.
Dio vide che questo era buono. Il mondo uscito dal Creatore è un mondo del tutto perfetto, fuoriuscito dalle acque come la terra fertile dopo le esondazioni primaverili in Mesopotamia, in cui ogni cosa è “buona” e “bella”. Nessuna negazione, è presente nel racconto. Tutto è positivo e in armonia: non c’è posto per il male o per il dolore, non ancora. Al di là di quanto di negativo o di sventura possa capitare – lo stesso esilio a Babilonia – dunque al fondo di tutte le cose sempre riposano la bontà e la bellezza di quanto uscito dal cuore del Dio creatore.
E’ quindi una profanità “buona” quella che emerge da queste pagine bibliche: il Creato è chiaramente altro rispetto al Signore, ma questa alterità è positiva e voluta da Lui. Nella struttura dei mari e delle terre, nelle specie vegetali e animali, nell’essere umano in sé, nella sua sessualità, nel suo esistere, non c’è nulla di negativo. E in questo senso Dio qui benedice il mondo proprio in tutta la sua “profanità” che non va clericalmente associata alla perdizione, al demonio o ad un allontanamento da Dio. E’ Lui stesso che vuole questo mondo profano, il che non esclude la Sua presenza ma non dà nemmeno all’umanità l’alibi fatalista di un mondo che è gestito da forze incontrollabili, divine, diaboliche o di altro tipo. E’ per questo che il più perfetto inno di lode a Dio per la Sua creazione è proprio l’impegno, fatto in tutta coscienza, nella profanità della vita, fuori dalle nostre chiese che troppo spesso finiscono per essere l’estremo rifugio di una minoranza impaurita e ostile ad ogni cambiamento. E’ nel lavoro secolare, nella scuola, nell’università, nella politica, nella passione civile e sociale, nelle relazioni con l’altro/a  che si esplica la benedizione al mondo “profano” che Dio crea e vide che questo era buono. Tutto questo crea uno spazio di libertà dell’uomo e della donna che non è arbitrario e che, allo stesso tempo, non è tanto un prolungamento della creazione originaria divina in quanto tale ma una estensione della stessa benedizione che Dio dà agli esseri umani in quanto l’operare di Dio non è, evidentemente, nemmeno comparabile all’operare dell’uomo.
Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.

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