“Italia, paese cristiano” presentato l’8 febbraio a Reggio Calabria

Sabato 8 febbraio alle ore 17.30, presso i locali della Chiesa valdese di Reggio Calabria (Via Possidonea, 2) avrà luogo il dibattito “L’Italia è un paese cristiano?” con la presentazione del libro di Andrea Panerini “Italia, paese cristiano?” (La Bancarella, 2012). Oltre all’autore, che farà una relazione su “Ipocrisia e luoghi comuni nella nostra Italia”, interverrà il prof. Daniele Fortuna, biblista e docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale con una relazione dal titolo “Essere cristiani nel mondo, secondo il Nuovo Testamento”. Modera Rosario Confessore, pastore delle Chiese valdesi di Reggio Calabria e Messina. L’ingresso è libero.

Per info:

www.valdesireggiocalabria.orginfo@valdesireggiocalabria.org

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Andrea Panerini (Piombino, 1983) è laureato in Storia (Università di Firenze) e in Teologia (Facoltà valdese di Roma) e sta completando il percorso in vista del ministero pastorale nella Chiesa valdese. E’ studioso di Storia dei sistemi politici e costituzionali, di Storia del Risorgimento e di Storia della Chiesa, ha pubblicato numerosi volumi di saggistica e di poesia, tra cui gli ultimi significativi che possiamo citare sono “Litanie arabe” (La Bancarella ed., 2010), la curatela del volume di Giuseppe Mazzini “Dal concilio a Dio e altri scritti religiosi” (Claudiana, 2011), “Elementi così sospetti e poco desiderabili” (La Bancarella, 2012), la storia degli ebrei di Piombino e Val di Cornia sotto le persecuzioni razziali e il pamphlet “Italia, paese cristiano?” (La Bancarella, 2012). Ha anche scritto un saggio su Il Dio di Mazzini nell’antologia di saggi “Mazzini. Vita, avventure e pensiero di un italiano europeo” a fianco di studiosi di livello nazionale ed internazionale quali Giuseppe Monsagrati, Roland Sarti e Anna Villari. Dirige, dal 2006 ad oggi, la rivista Il libro volante (attualmente solo in formato pdf e on-line) ed ha fondato il portale web Predicare il Vangelo (www.predicareilvangelo.org).
Socialista cristiano di impronta mazziniana, ha militato per diversi anni in formazioni politiche di sinistra dove ha anche ricoperto incarichi dirigenziali a livello locale, regionale e nazionale.

“Perciò, rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti”

Chiesa battista di Teatro Valle, 19 gennaio 2014, seconda domenica dopo l’Epifania

Perciò, rinfrancate le mani cadenti
e le ginocchia vacillanti;
fate sentieri diritti per i vostri passi, affinché quel che è zoppo non esca fuori di strada, ma piuttosto guarisca. Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati; che nessuno sia fornicatore, o profano, come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. Infatti sapete che anche più tardi, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto, sebbene la richiedesse con lacrime, perché non ci fu ravvedimento.
Voi non vi siete avvicinati al monte che si poteva toccare con mano, e che era avvolto nel fuoco, né all’oscurità, né alle tenebre, né alla tempesta, né allo squillo di tromba, né al suono di parole, tale che quanti l’udirono supplicarono che più non fosse loro rivolta altra parola; perché non potevano sopportare quest’ordine: «Se anche una bestia tocca il monte sia lapidata». Tanto spaventevole era lo spettacolo, che Mosè disse: «Sono spaventato e tremo». Voi vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche, all’assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, il mediatore del nuovo patto e al sangue dell’aspersione che parla meglio del sangue d’Abele. Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo

Ebrei 12,12-25

Cari fratelli e care sorelle,
com’è bello stare in comunità! Com’è bello stare tutti insieme, in mezzo a una chiesa in cui i membri sono assidui al culto, agli studi biblici, solerti nelle contribuzioni. Una chiesa i cui membri evangelizzano a scuola, sul luogo di lavoro, nelle occasioni di sport e di divertimento e non si vergognano di dirsi evangelici davanti a tutti. Dove c’è considerazione, stima e amore fraterno verso tutti e tutte, non ci sono pettegolezzi e malignità ma si rivaleggia solo nel portare gloria al nome benedetto di Dio. Com’è bello stare in comunità! Peccato che questa comunità esista solo nella mia mente, come in quella di alcuni altri credenti e nelle esortazioni dell’apostolo Paolo ma di questa comunità, in concreto, non si vedono spesso che sbiaditi frammenti.

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«Io non mi dimenticherò di te»

Predicazione di Andrea Panerini presso la Chiesa metodista di Terni 1° gennaio 2014

Esultate, cieli,
e tu, terra, festeggia!
Prorompete in grida di gioia, monti,
poiché il SIGNORE consola il suo popolo
e ha pietà dei suoi afflitti.
Ma Sion ha detto: «Il SIGNORE mi ha abbandonata,
il Signore mi ha dimenticata».
Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta,
smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere?
Anche se le madri dimenticassero,
io non mi dimenticherò di te.
Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani;
le tue mura mi stanno sempre davanti agli occhi.

Isaia 49,13-16

Cari fratelli e care sorelle,
noi ci sentiamo abbandonati! Abbandonati dal coniuge, dai figli, dai genitori, dagli altri, dai colleghi, da Dio. Anche se razionalmente sappiamo di non esserlo oppure non lo diremmo mai per paura di offendere l’altro/a siamo sempre nella sensazione di abbandono, quasi dentro una ingordigia di relazione, di bisogno di continue attenzioni e il risultato di tutta questa bramosia è che ci isoliamo ancora di più acuendo, in un circolo vizioso, la propria solitudine.

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