“Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore”

Predicazione tenuta il 4 agosto 2013 a Vicenza

Uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto che egli aveva risposto bene, si avvicinò e gli domandò: «Qual è il più importante di tutti i comandamenti?» Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore. Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua”. Il secondo è questo: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è nessun altro comandamento maggiore di questi». Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che all’infuori di lui non ce n’è alcun altro; e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come se stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Gesù, vedendo che aveva risposto con intelligenza, gli disse: «Tu non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno osava più interrogarlo.

Marco 12,28-34

Cari fratelli e care sorelle,
generazioni di cristiani si sono sempre domandati qual’è il vero centro, il cuore pulsante dell’Evangelo. Eccolo il cuore del messaggio di tutta la Scrittura, di tutta la storia d’amore tra Dio e noi: in questi due brevi comandamenti si racchiude tutto ciò che Dio vuole da noi. Il passo, molto breve, contiene in realtà due detti autorevoli di Gesù. Uno, al versetto 34, tu non sei lontano dal Regno di Dio, occupa il posto culminante in un tipico racconto di pronunciamento, dove Gesù, in un dialogo si esprime giudicando. Ma il detto maggiormente denso e pregnante è il detto che Gesù fa della Legge nella forma del duplice comandamento. In questo Gesù si rivela, ed è tipico di Marco, nel suo ruolo di Maestro: tutte le fazioni giudaiche a lui ostili lo chiamano “maestro” e anche in questo passo lo scriba che gli pone il quesito lo appella in questo modo. La stessa domanda era tipica nell’ambiente ebraico come mezzo per cogliere l’indirizzo fondamentale della mentalità e dell’insegnamento di un rabbi. Nel Talmud babilonese è raccontato che Hillel il Vecchio (vissuto a cavallo tra il I secolo a.C. ed il I sec. d.C) quanto un pagano lo sfidò dicendogli: insegnami l’intera Torah stando su un piede solo, rispose: ciò che non vuoi sia fatto a te, non farlo al tuo prossimo: questa è tutta la Torah, il resto è solo commento; va’ e impara.

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