Il Signore ti benedica e ti protegga

Sermone di Andrea Panerini su Numeri 6,22 – 27 – Chiesa metodista di Terni domenica 2 giugno 2013 

Il SIGNORE disse ancora a Mosè: «Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: ‘Il SIGNORE ti benedica e ti protegga! Il SIGNORE faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! Il SIGNORE rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!'”. Così metteranno il mio nome sui figli d’Israele e io li benedirò».

Cari fratelli e care sorelle,
negli Stati Uniti degli anni cinquanta del secolo scorso, in un piccolo villaggio dell’America profonda, vi era un anziano pastore che è diventato padre a oltre settant’anni e a cui è stato diagnosticato un male incurabile al cuore: prende a scrivere un diario per suo figlio, per quando potrà comprendere le cose che vuole lasciargli scritto. In queste note, una sorta di testamento spirituale, troviamo il rapporto con il figlio, ormai quarantenne, di un suo amico pastore che ha tenuto a battesimo e che, diventato adulto ne ha combinate di tutti i colori compreso di disinteressarsi di una ragazzina che aveva messo incinta. Un tipaccio poco raccomandabile diremmo noi. Il rapporto tra i due è improntato alla reciproca diffidenza ma verso la fine di questo diario (che in realtà è un romanzo, Gilead, scritto dal premio Pulitzer Marilynne Robinson) il pastore vede dentro l’abisso di delusione e sconforto del suo interlocutore e mentre l’altro sta per ripartire dal paese vuole dargli la propria benedizione.
«Poi ho detto: – In realtà ci terrei molto a darti la benedizione. Lui si è stretto nelle spalle. – Che cosa comporterebbe? – Be’, per come la interpreto io, comporta che ti metta una mano sulla fronte e chieda a Dio di proteggerti. Ma se ti imbarazza… – In strada c’era un po’ di gente.
– No, no, – ha risposto. – Non m’importa – . Si è tolto il cappello, se l’è sistemato sulle ginocchia, ha chiuso gli occhi e ha abbassato la testa, quasi appoggiandola alla mia mano, e l’ho benedetto con tutti i miei poteri, quali che siano, pronunciando la benedizione dei Numeri, naturalmente: – Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace -. Non esistevano parole più belle di quelle né, sicuramente, capaci di esprimere meglio i miei sentimenti, né più adeguate, se è per questo.»
La benedizione sacerdotale di Numeri 6 è uno dei “classici” del culto cristiano che avremo sentito forse migliaia di volte, a seconda della frequenza al culto o alla messa cattolica. Eppure nonostante la sua bellezza (Non esistevano parole più belle di quelle dice il pastore di Gilead) non ci soffermiamo quasi mai sul suo profondo significato.
Cosa significa “benedire”?

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Intervista di Panerini su Radio Voce della Speranza

Giornata contro l’omofobia
“Esprimo la mia vicinanza a quanti sono stati vittime di intollerabili aggressioni e a quanti subiscono episodi di discriminazione che hanno per oggetto il loro orientamento sessuale”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia che si e’ svolta lo scorso 17 maggio. Secondo un sondaggio condotto dall’agenzia Ue per i diritti fondamentali (Fra) il 26 per cento del campione dichiara di aver subito violenza o minacce negli ultimi cinque anni. E i transgender sono i piu’ colpiti fra gli intervistati: circa il 30 per cento ha dichiarato di aver subito violenza o minacce piu’ di tre volte nell’anno precedente all’indagine. Inoltre e’ stato rilevato un bassissimo tasso di denuncia di casi di discriminazione e crimini generati dall’odio, malgrado il 56 per cento degli intervistati fosse a conoscenza delle leggi contro la discriminazione. La meta’ delle vittime di violenza e molestie ha creduto che una denuncia sarebbe stata inutile. Ne abbiamo parlato con Andrea Panerini, che studia presso la Facolta’ valdese di teologia. Un tema quello dell’omofobia che tocca (o dovrebbe toccare) la coscienza di qualunque cristiano a prescindere dalle sue convinzioni etiche e teologiche sul tema dell’omosessualita’

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