Meditazioni del Venerdì Santo

Venerdì Santo, 29 marzo 2013 – Chiesa metodista di Terni

Marco 15,1-47

La mattina presto, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose; e Pilato di nuovo lo interrogò dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!» Ma Gesù non rispose più nulla; e Pilato se ne meravigliava. Ogni festa di Pasqua Pilato liberava loro un carcerato, quello che la folla domandava. Vi era allora in prigione un tale, chiamato Barabba, insieme ad alcuni ribelli, i quali avevano commesso un omicidio durante una rivolta. La folla, dopo essere salita da Pilato, cominciò a chiedergli che facesse come sempre aveva loro fatto. E Pilato rispose loro: «Volete che io vi liberi il re dei Giudei?» Perché sapeva che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che farò dunque di colui che voi chiamate il re dei Giudei?» Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?» Ma essi gridarono più forte che mai: «Crocifiggilo!» Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero nel cortile interno, cioè dentro il pretorio, e radunarono tutta la coorte. Lo vestirono di porpora e, dopo aver intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!» E gli percotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, mettendosi in ginocchio, si prostravano davanti a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora, lo rivestirono delle sue vesti e lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Lo stesso popolo che pochi giorni prima ha osannato Gesù alla porta della città di Gerusalemme  ora gli urla contro “Crocifiggilo!”. Pilato cerca di rilasciarlo, non trova alcun male in lui. “Ma che male vi ha fatto?” risponde alla folla. Non ha tuttavia il coraggio di liberarlo, di portare fino in fondo le sue convinzioni. Quante volte ci comportiamo anche noi come Pilato, sappiamo quello che dovremmo fare ma non abbiamo il coraggio di farlo per paura di perdere la nostra comodità, il nostro stile di vita, la nostra tranquillità, a volte anche l’incolumità fisica? Quante volte le nostre chiese sono state incapaci di aiutare e di predicare l’Evangelo?
La folla è eccitata, brama sangue, è deluso da questo messia che non è venuto a liberarli dall’occupazione romana, che non è venuto a promettergli mirabolanti “miracoli economici”, che non soddisfa i loro bisogni materiali ma che promette la giustizia di un mondo nuovo, del Regno di Dio che viene dove “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.” (Ap. 21,4)
Ma l’uomo, chiuso nel suo peccato e nella disobbedienza nei confronti di Dio, rifiuta questa prospettiva, rifiuta il Figlio che viene a offrire il Regno e lo mette sulla croce. La divinità che vuole adorare è d’oro e d’argento, è muta e si chiama denaro, mercato, produttività. E’ una divinità falsa che tuttavia pretende il suo tributo di sangue umano nei suicidi, nella mancanza di sicurezza sul posto di lavoro, nello sfruttamento nel nord ricco del mondo rispetto al sud ricchissimo di materie prime e povero di giustizia.  
“Crocifiggilo!” è un urlo che risuona anche oggi verso un messaggio che il mondo rigetta e rifiuta, che non può comprendere perché gli è estraneo.

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“Il mondo li ha odiati”

Predicazione tenuta da Andrea Panerini la Domenica delle Palme 2013 nella Chiesa valdese di Perugia

Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi; e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia. Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella verità: la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.

Giovanni 17,1-19

Cari fratelli e care sorelle,
siamo un paese dove si prega tutto e tutti tranne il Signore. Santi, madonne, padre pio vengono prima del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il paganesimo, il mascherare un politeismo strisciante con queste pratiche definite “devozionali” ha finito per oscurare la preghiera all’unico Signore dell’universo. Reliquie, madonne che piangono, statue e dipinti rutilanti sarebbero parificate alla preghiera che con cuore umile e umiliato poniamo di fronte a Dio nella consapevolezza del nostro peccato.
In questo brano Giovanni riporta – ovviamente rielaborata secondo la sua particolare teologia – la preghiera che Gesù indirizza al Padre prima che si compia la Passione. Come Mosè nel libro del Deuteronomio conclude il suo discorso con una preghiera di benedizione, così Gesù, in occasione del commiato dai suoi discepoli, riassume la sua opera in questa preghiera e a partire da David Cytreus (1531-1600) essa è definita “sacerdotale”: in essa Gesù dimostra di essere sommo sacerdote che intercede per i suoi discepoli. Gesù è l’unico che intercede e può intercedere per noi, è lui il nostro sommo sacerdote, il nostro rifugio: non esistono né statue di santi e madonne che sono in grado di avere la funzione che il Cristo, nostro unico mediatore, solo può avere. E nel rapportarsi a queste superstizioni non possiamo che ricordare i versi del salmista: i loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo. / Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, / hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, / hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non emette alcun suono. / Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano. / Israele, confida nel SIGNORE! Egli è il loro aiuto e il loro scudo. (Salmo 115,4-9)
Nella tradizione cattolica Maria, la madre di Gesù, è stata divinizzata e posta come mediatrice nei confronti del Figlio in quanto riuscirebbe a “placarlo”, a intercedere per i nostri peccati di fronte a un Cristo giudice implacabile è severo. E’ questa l’immagine che deriva dalla Scrittura? Certo che no! Dove vedete, anche in questo testo, proprio in questo testo, un Gesù implacabile? E’ un Signore misericordioso che intercede per i propri discepoli e che prega per loro, un Signore d’amore che si farà mettere in croce per riscattare l’umanità dai suoi peccati, per dare speranza, il Cristo che perdona i suoi aguzzini in mezzo alla propria agonia.

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Iniziativa a Parma: dal Risorgimento al mondo globalizzato. 150 anni di presenza metodista a Parma

Mi permetto di segnalarvi queste iniziative a Parma, di cui sono anche io relatore venerdì prossimo. In allegato troverete la brochure della chiesa e anche descrizione e copertina del mio ultimo libro di cui si parlerà. Vi ricordo altresì che domenica 10 marzo predicherò nella chiesa valdese di Perugia.
a.p.

Persone di fede protestante hanno vissuto a Parma già prima dell’Unità d’Italia, ma è solo subito dopo che iniziò un vasto lavoro di evangelizzazione ad opera del missionario Henry James Piggott, della Chiesa Metodista Britannica. Nel parmense si formarono diverse comunità di credenti, in particolare a Mezzano Inferiore e a Parma. Queste due comunità oggi costituiscono la Chiesa Metodista di Parma-Mezzani che conta circa 150 membri iscritti di cui molti immigrati, in particolare dal Ghana. La Chiesa Evangelica Metodista di Parma si costituì ufficialmente l’8 marzo 1863 ed ebbe diversi luoghi di culto nel centro della città finché nel 1905 venne acquistata la chiesa in cui ancora oggi si svolge il culto. L’edificio di culto, originariamente chiamato Chiesa del San Salvatore, è stato una chiesa parrocchiale fin dal 1145, poi chiuso al culto e adibito a magazzino ad opera di Napoleone. Dopo l’acquisto, una serie di restauri e l’installazione dell’organo (1928), il locale di culto venne portato allo stato in cui lo conosciamo oggi.
A 150 anni dall’inizio di questa avventura di fede, la Chiesa Evangelica Metodista di Parma desidera riflettere con la cittadinanza sugli effetti in campo ecumenico e sociale che tale presenza ha comportato. E oggi quale testimonianza cristiana possiamo portare nella città di Parma? Dove ci porta la nostra avventura di fede?

– Venerdì 8 marzo 2013

Ore 18.30 – Chiesa metodista Parma Borgo Tommasini angolo Borgo Riccio
Tavola Rotonda
Dal Risorgimento alla globalizzazione:
una visione prospettica

Intervengono:

dott. Andrea Panerini
Storico e Studente in Teologia

e

don James Schianchi
Delegato per l’Ecumenismo della Diocesi Cattolica di Parma

– Sabato 9 marzo 2013

ore 18.30 – Chiesa metodista Parma Borgo Tommasini angolo Borgo Riccio

Concerto d’Organo

Esegue
il maestro Jolando Scarpa
organista e musicologo

con

il soprano Marzia Baldassarri

– Domenica 10 marzo 2013

Ore 10.30 – Chiesa metodista Parma Borgo Tommasini angolo Borgo Riccio

Culto Bilingue con Santa Cena

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Italia, paese cristiano?
E’ in uscita, per i tipi dell’editrice La Bancarella, l’ultimo libro di Andrea Panerini, Italia, paese cristiano?  L’Italia è un paese cristiano? Lo è mai stato? E’ questo l’interrogativo di fondo che Panerini si pone nella sua breve riflessione. Sotto tanta retorica si scoprono molte vergogne e molti scheletri nell’armadio nel nostro paese. Questo volume, lungi dal dare un programma politico o dal fare facile populismo, cerca di fissare i veri “punti irrinunciabili” per un cristiano che vive nel nostro paese attraverso la visione di una nazione più giusta, laica e solidale.  “Dunque, mi sembra, predichiamo l’Evangelo di Cristo, quello sì in tutta la sua radicalità e universalità, in vista non di una società migliore, ma della fede.  E “cerchiamo il bene della città” con una politica laica, faticosa, concreta, nell’agorà, nell’interlocuzione di ragioni diverse e talora opposte, che sappiano però trovare un accordo non sul Vero (nessun Vero), ma sul massimo di equità, giustizia, libertà e solidarietà possibili per tutti. Il pamphlet di Panerini con il suo radicalismo cristiano apre una discussione. A noi di proseguirla.” dice, nella sua prefazione il professor Daniele Garrone.
Un volume di importante riflessione circa le radici culturali, l’agire e le prospettive del nostro paese in un momento di cambiamento cruciale in cui l’Italia si gioca il proprio futuro. L’ingiustizia, specialmente quella sociale, la guerra e le fabbriche di morte che contraddicono il dettato della nostra costituzione, la preservazione del Creato, l’ambiente, il rispetto verso gli animali, i diritti civili, l’etica pubblica. Tutti aspetti della nostra società sui quali la riflessione di un cristiano non può che soffermarsi.

Andrea Panerini, “Italia, paese cristiano?”, Piombino, La Bancarella, 2012, pp.74, euro 9.00, ISBN 978-88-6615-049-7, pref. Daniele Garrone