“Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”

Predicazione tenuta da Andrea Panerini il 17 febbraio 2013 nella Chiesa metodista Terni

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: “Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra”». Gesù gli rispose: «È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori». Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano.

Matteo 4,1-11

Cari fratelli e care sorelle,
la tentazione è una degli aspetti più comuni della nostra vita umana. Chi di noi si non si mai sentito tentato di commettere un’azione che sa essere sbagliata o contraria al senso dell’umanità, della giustizia, di amore e salvaguardia del nostro prossimo? E probabilmente nelle piccole come nelle grandi cose abbiamo spesso ceduto a questa tentazione oppure abbiamo vacillato, ci abbiamo pensato, aspettando che anche che le circostanze potessero decidere per noi.
Il resoconto delle tre tentazioni (o delle prove) di Gesù conclude la prima parte del Vangelo di Matteo che verrà seguita dalla narrazione del ministero pubblico del nazareno. E’ un testo “classico” adottato da quasi tutti i lezionari delle chiese cristiane per la prima domenica di Quaresima (o nella dizione riformata “del tempo della Passione”), un brano tra i più conosciuti anche presso le persone che non vengono normalmente al culto, alla funzione o alla messa cattolica-romana. Ma è un brano che spesso è relativizzato e minimizzato nella sua portata di forte impatto spirituale ed etico nei confronti del credente. Gesù qui è tanto Abramo quanto Isacco che vengono messi alla prova nella loro fede in Genesi 22,2 è colui che sacrifica e viene sacrificato nella fiducia sconfinata che porta a Dio.

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Non nascondiamo la testa sotto la sabbia

Recensione di Ada Prisco

Andrea Panerini, Italia, paese cristiano?, La Bancarella Editrice, Piombino (LI), 2012, euro 9.00

Fin dal titolo interlocutorio, il libro invita al confronto e alla condivisione, suggerendo sottotraccia che su temi familiari a tutti noi manca uno spazio comune di approfondimento sereno per valutare quanto l’Italia dimostri di aver davvero assorbito il cristianesimo in profondità. Il libro prende in considerazione, ad esempio, la corruzione dilagante, il rispetto della laicità, del pluralismo, dei diritti civili, l’attribuzione di confini alla genitorialità e di orientamento sessuale all’affettività.
Ingiustizia, guerra, distruzione del creato, etica pubblica sono i temi che danno titolo ai capitoli. Il senso comune, la condivisione reale di questi fondamenti, appare il punto debole trasversale, dà segni di malessere, fino a far apparire la cura della polis come una tela antica che si va sfrangiando, cui nessuno bada più, preso dall’interesse per il proprio recinto. I presupposti di questa debolezza, che rischia di diventare costituzionale per la nostra società, minacciano di penetrare sempre di più i suoi tessuti connettivi  intossicandoli del tutto.

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