Cucina da star, servizio da registrare

Locale: Il Tarlo
Tipologia: Ristorante
Località: Riotorto (Piombino) – Piazza della Libertà, 17/18
Valutazione: Quattro Forchette (su cinque)
www.ristoranteiltarlo.it

Sono stato in questo locale l’estate del 2012, in una calda ed afosa serata di fine agosto. In un cantuccio quasi nascosto della piazza di questa frazione toscana (Riotorto) si trova “Il Tarlo” che può usufruire di alcuni posti fuori dal palazzo. La qualità della cucina è altissima, meritevole anche di scenari metropolitani, grazie al valente chef Simone Turchi. Sublimi i paccheri alle alici, pinoli e olive taggiasche ma anche la grigliata di pesce con frutta estiva e i tagliolini allo scoglio. Da mangiare gli gnocchetti con melanzane, patate, pecorino, mandorle e stravecchio, una specialità di questa fantasiosa cucina. Notevoli anche le fritture di pesce, le scaloppine di patate con purea di verdure e scaglie di grano e da non perdere (dieta permettendo) il sorbetto al limone con marmellata di fichi e il tortino al cioccolato. Ottima la cura, la presentazione dei piatti e la scelta degli ingredienti freschi, il menù è una notevole e interessante rielaborazione della cucina regionale toscana (e in particolare della costa maremmana). La sera si possono richiedere delle notevoli pizze preparate alla toscana (quindi potrebbero non piacere ai cultori dell’ortodossia partenopea) che sono leggere e gustose. Buona la selezione di vini locali, mi sento di consigliare (abbinato soprattutto al pesce) uno Splendente Ausonia dell’Azienda Agricola Brancatelli Toscana IGT. Senza strafare si può fare una bella cena (vino compreso) con 25-30 euro a testa, una cifra non molto alta per la qualità del cibo mangiato.
Unico punto veramente dolente: il servizio. Con questa qualità di cucina ci si aspetterebbe un servizio impeccabile o quantomeno accogliente e coinvolgente. Invece il servizio al tavolo è a tratti lento e approssimativo: non è solo una questione formale, si vede proprio l’inesperienza e un pò di sciatteria. Peccato, perché il locale merita proprio e credo che potrà solo migliorare anche questo aspetto con una più accurata selezione del personale di sala. Nonostante questo, il locale è assolutamente da raccomandare per una sosta anche a coloro che da Roma e dal Sud attraversano la Maremma in direzione Livorno-Genova-Torino, dista pochi minuti in auto dall’uscita della Variante Aurelia. Quattro forchette su cinque (e possibilità di migliorare il servizio di sala).

“La luce splende nelle tenebre”

Sermone pronunciato da Andrea Panerini il 25 dicembre 2012 nella Chiesa valdese di Forano

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

Giovanni 1,1-5

Simone ha 38 anni. Era un ragazzo pieno di vita, cresciuto in oratorio salesiano, giocava a calcio anche con discreta fortuna in categorie professionistiche, poi – dopo il ritiro –  aveva cominciato a lavorare onestamente e con soddisfazione. Donnaiolo, aveva messo la testa a posto fidanzandosi con una bella ragazza con cui sognava matrimonio e figli. Due anni fa è dimagrito in poche settimane di quasi venti chili ed è stato molto male. Lo hanno ricoverato in ospedale, la situazione eramolto grave: Aids conclamato. Lo salvano per un pelo, grazie alle medicine di nuova generazione, ora sta un po’ meglio ma il mondo gli è crollato addosso. Non sa come può aver contratto il terribile virus, forse una scappatella giovanile ed è poi rimasto silenzioso per almeno dieci anni, non sa più come andare avanti con la propria fidanzata che è rimasta immune dal contagio, non sa come placare il senso di colpa. Come un lebbroso cerca in Gesù non solo l’impossibile guarigione fisica ma soprattutto la speranza nel futuro e nell’abbraccio paterno di Dio.

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“Io non sono il Cristo”

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Predicazione pronunciata da Andrea Panerini il 23 dicembre 2012 nella Chiesa metodista di Terni

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme dei sacerdoti e dei Leviti per domandargli: «Tu chi sei?» Egli confessò e non negò; confessò dicendo: «Io non sono il Cristo». Essi gli domandarono: «Chi sei dunque? Sei Elia?» Egli rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?» Egli rispose: «No». Essi dunque gli dissero: «Chi sei? affinché diamo una risposta a quelli che ci hanno mandati. Che dici di te stesso?» Egli disse: «Io sono la voce di uno che grida nel deserto: “Raddrizzate la via del Signore”, come ha detto il profeta Isaia». Quelli che erano stati mandati da lui erano del gruppo dei farisei; e gli domandarono: «Perché dunque battezzi, se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?» Giovanni rispose loro, dicendo: «Io battezzo in acqua; tra di voi è presente uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari!» Queste cose avvennero in Betania di là dal Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Giovanni 1,19-28

Cari fratelli e care sorelle,
siamo alla quarta domenica d’Avvento e credo che molti di voi si aspetterebbero di sentir parlare di Gesù, di Maria, dell’attesa del Natale. Non certo di Giovanni il Battista adulto che si scontra con le autorità ebraiche del suo tempo e si deve difendere!
Perché allora il lezionario ci propone oggi questo brano del Vangelo di Giovanni? Un testo che sembra fuori dal contesto storico e cronologico del Natale che ci apprestiamo a celebrare tra pochi giorni. Forse questa domanda scaturisce dal poco pensare a che cosa è realmente il tempo d’Avvento. L’Avvento è sempre stato, nella storia della Chiesa, un tempo forte di preghiera, meditazione, penitenza, al pari della Quaresima. Un tempo in cui si aspetta il Salvatore che è venuto e deve tornare per la salvezza di tutti noi, un tempo escatologico, in cui si parla delle cose ultime, di quando Cristo tornerà. La vicinanza della fine dell’anno civile con l’Avvento e le festività natalizie ben testimonia questo: ogni Natale noi non vogliamo rievocare solo l’evento storico della venuta di Cristo, come in questo testo non vogliamo solo vedere la testimonianza di Giovanni in quel tempo, ma vogliamo parlare di Cristo che tornerà, di un tempo che finisce perché un altro tempo sta per cominciare.
Questa è la testimonianza di Giovanni. Testimonianza. In greco μαρτυρία: essere testimoni vuol dire essere martiri e in questa etimologia si ritrova la forza dell’espressione. Non una professione di fede fatta stancamente, come una routine, ma un impegno vivo e operante di messa in gioco delle nostre vite, di pagare anche un prezzo per le nostre convinzioni, di servire Dio testimoniando il suo Figlio. Non sempre è necessario immolarsi fino alle estreme conseguenze anche se questo è successo a molti cristiani in Europa quasi settant’anni fa, anche se questo succede ogni giorno in molte parti del mondo in cui i cristiani sono uccisi, perseguitati, imprigionati. Testimoniare significa anche assumersi delle responsabilità, testimoniare significa fare e non solo dire, ascoltare e non solo parlare, abbracciare e non solo giudicare.

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Intervista su Radio Voce della Speranza su “Italia, paese cristiano?”

In questo numero di “Leggiamo insieme” parliamo del saggio di Andrea Panerini “Italia, paese cristiano?”, prefazione di Daniele Garrone, ed. La Bancarella 2012. L’Italia e’ un paese cristiano? Lo e’ mai stato? E’ questo l’interrogativo di fondo che Panerini si pone nella sua breve riflessione. Sotto tanta retorica si scoprono molte vergogne e molti scheletri nell’armadio nel nostro paese. Un volume di importante riflessione circa le radici culturali, l’agire e le prospettive del nostro paese in un momento di cambiamento cruciale in cui l’Italia si gioca il proprio futuro. Intervista ad Andrea Panerini a cura di Roberto Vacca

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In uscita l’ultimo libro di Andrea Panerini

E’ in uscita, per i tipi dell’editrice La Bancarella, l’ultimo libro di Andrea Panerini, Italia, paese cristiano?  L’Italia è un paese cristiano? Lo è mai stato? E’ questo l’interrogativo di fondo che Panerini si pone nella sua breve riflessione. Sotto tanta retorica si scoprono molte vergogne e molti scheletri nell’armadio nel nostro paese. Questo volume, lungi dal dare un programma politico o dal fare facile populismo, cerca di fissare i veri “punti irrinunciabili” per un cristiano che vive nel nostro paese attraverso la visione di una nazione più giusta, laica e solidale.  “Dunque, mi sembra, predichiamo l’Evangelo di Cristo, quello sì in tutta la sua radicalità e universalità, in vista non di una società migliore, ma della fede.  E “cerchiamo il bene della città” con una politica laica, faticosa, concreta, nell’agorà, nell’interlocuzione di ragioni diverse e talora opposte, che sappiano però trovare un accordo non sul Vero (nessun Vero), ma sul massimo di equità, giustizia, libertà e solidarietà possibili per tutti. Il pamphlet di Panerini con il suo radicalismo cristiano apre una discussione. A noi di proseguirla.” dice, nella sua prefazione il professor Daniele Garrone.
Un volume di importante riflessione circa le radici culturali, l’agire e le prospettive del nostro paese in un momento di cambiamento cruciale in cui l’Italia si gioca il proprio futuro. L’ingiustizia, specialmente quella sociale, la guerra e le fabbriche di morte che contraddicono il dettato della nostra costituzione, la preservazione del Creato, l’ambiente, il rispetto verso gli animali, i diritti civili, l’etica pubblica. Tutti aspetti della nostra società sui quali la riflessione di un cristiano non può che soffermarsi.

Andrea Panerini, “Italia, paese cristiano?“, Piombino, La Bancarella, 2012, pp.74, euro 9.00, ISBN 978-88-6615-049-7, pref. Daniele Garrone

Andrea Panerini (Piombino, 1983), valdese, è studioso di storia del Risorgimento e di storia dei sistemi politici e costituzionali. Laureato in storia contemporanea presso l’Università di Firenze, attualmente sta completando gli studi teologici presso la Facoltà valdese di teologia in vista del ministero pastorale. Vive a Roma ed ha ricoperto incarichi dirigenziali nei Democratici di Sinistra e nel Partito Socialista Italiano. Tra le sue recenti pubblicazioni segnaliamo “Elementi così sospetti e poco desiderabili” (La Bancarella, 2012), storia degli ebrei di Piombino e della Val di Cornia nel periodo delle leggi razziali, il volume di poesia “Litanie arabe” (La Bancarella, 2010) e la curatela dei volumi di Giuseppe Mazzini “Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi” (Claudiana, 2011) e “L’Italia, l’Austria e il Papa” (La Bancarella, 2011, seconda edizione). Sito web: www.andreapanerini.net

Daniele Garrone (Perosa Argentina, 1954), biblista, pastore valdese, è uno dei maggiori esperti dell’Antico Testamento in Italia. E’ professore ordinario presso la Facoltà Valdese di Teologia a Roma di cui è stato anche decano dal 2003 al 2010. Ha fatto parte del gruppo dei traduttori dell’Antico Testamento in lingua corrente interconfessionale TILC (1976-1984), curando la traduzione di 1 Re e 2 Re, del Cantico dei Cantici e la revisione di Salmi, Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele, 1 e 2 Cronache ed è stato presidente della Società Biblica in italia. Tra i suoi principali ambiti di ricerca la nuova critica sul Pentateuco e il dialogo ebraico-cristiano. Si segnalano, tra le sue pubblicazioni, “Il poema biblico dell’amore tra uomo e donna. Il cantico dei cantici” (Claudiana, 2004, seconda edizione) e “Il Miserere. Salmo 51” (Marietti, 1992). E’ stato anche consulente della Lux Vide e della RAI per il progetto cinematografico “Le storie della Bibbia”.