“Osservate come crescono i gigli della campagna”

Predicazione tenuta da Andrea Panerini il 16 settembre 2012 nella chiesa metodista di Terni

«Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.»

Matteo 6,25-34

Cari fratelli e care sorelle,
quanti di voi si riconoscono in questi pensieri? “Ecco, sì, corro tutto il giorno, sono molto bravo/a, devo avere tutto sotto controllo, dodici ore di lavoro e poi la spesa e poi i bambini e poi la casa sempre lucida, lavoro sodo è giusto che abbia l’ultimo capo firmato, i capelli alla moda e una bella macchina e anche un bel gruzzolo per una vacanza in un villaggio vacanza dove non vedrò nulla del paese visitato ma ci sono degli animatori tanto bravi… Sono preoccupato/a perché se non sto attento/a tutti si approfittano di me, un serpente può risalire dal sifone del bagno, sto in ansia per il mio capo a lavoro, per il professore a scuola o all’università, per i brufoli che mi compaiono in faccia o perché sto invecchiando… sono preoccupato… sono in ansia…” Credo che tutti voi possiate alzare la mano, tutti avete pensato almeno una di queste cose.

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“Sono stato crocifisso con Cristo”

Predicazione tenuta da Andrea Panerini il 19 agosto 2012 nella Chiesa valdese di Bobbio Pellice (TO)

Sappiamo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato. Ma se nel cercare di essere giustificati in Cristo, siamo anche noi trovati peccatori, vuol dire che Cristo è un servitore del peccato? No di certo! Infatti se riedifico quello che ho demolito, mi dimostro trasgressore. Quanto a me, per mezzo della legge, sono morto alla legge affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me. Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottenesse per mezzo della legge, Cristo sarebbe dunque morto inutilmente.

Galati 2,16-21

Cari fratelli, care sorelle,
c’era un ragazzo che, più di cinquecento anni fa, tornando a casa durante un temporale, ebbe una forte paura dei fulmini che gli cadevano intorno e promise, se fosse sopravvissuto, di consacrare la propria vita a Dio, in una sorta di baratto: Tu mi salvi e io servirò solo Te. Erano impegni assai diffusi nel medioevo. Entrato in convento si accorse dell’opportunismo che aveva avuto e si rese conto anche dell’impossibilità di raggiungere la salvezza attraverso le opere umane, essendo impossibilitato a raggiungere la perfezione richiesta. Essendo uno studioso della Bibbia cercò di scoprire la via indicata dal Signore per la salvezza e lo scoprì anche per mezzo del brano che abbiamo appena letto: la salvezza è dono gratuito del Signore e ogni opera umana è vana se non è nella consapevolezza del peccato dell’uomo e dell’appello del Signore ad essere suoi. Essere di Cristo significa convertirsi interamente a Lui sapendo che si rimane peccatori immersi nella realtà di questo mondo. Una conversione sincera, totale, disinteressata verso la Grazia del nostro Creatore nella consapevolezza di non meritare nulla. Ecco, quel ragazzo si chiamava Martin Lutero e con tutti i suoi limiti che bel tragitto ha potuto fare!

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