Il Mazzini religioso a Roma e in Puglia

Giovedì 3 novembre avrà luogo, a partire dalle ore 18.30, presso la saletta interna di Casa Valdese a Roma (Via A. Farnese, 18 zona prati – Metro A Lepanto) la presentazione del volume di Giuseppe Mazzini “Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi” (Claudiana, Torino, 2011) a cura di Andrea Panerini e con prefazione di Paolo Ricca. Interverranno Lothar Vogel, ordinario di Storia del cristianesimo alla Facoltà Valdese di Teologia; Massimo Scioscioli, Associazione Mazziniana Italiana; Paolo Ricca, emerito di Storia della Chiesa alla Facoltà Valdese di Teologia e Andrea Panerini, curatore del volume. L’entrata è libera. Dopo la presentazione è previsto un aperi-cena a cui prenotarsi presso Casa Valdese (reception@casavaldeseroma.it – 06.3215362)

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Segnaliamo che lo stesso volume sarà presentato sabato 29 ottobre a Cerignola (FG) alle ore 18.00 nella Sala delle Conferenzedel Palazzo di Città (Via C. Battisti) con Andrea Panerini, il prof. Lucio Cioffi e il pastore Luca Anziani mentre domenica 30 ottobre a Orsara di Puglia (FG) alle ore 18.00 nella Sala del Consiglio Comunale (Via XX Settembre) sempre con Andrea Panerini, la prof.ssa Ada Prisco Giovanni Magnifico.

La redazione del sito

Il video del Convegno su “Dal Concilio a Dio” del 23 settembre a Firenze

Pubblichiamo qui le sei parti della conferenza, almeno le parti che ci sono pervenute registrate dal Consiglio Regionale della Toscana.

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Mazzini, figlio del dio progresso

recensione da “Avvenire” del 10/09/2011

Crede in una via alternativa a materialismo e cristianesimo, ritiene esaurita la funzione della Chiesa e professa una religione centrata sulla rivelazione della modernità.
Una raccolta di scritti dell’ideatore della Giovine Italia in tema di fede. Per lui Cristo non è redentore e Signore, ma solo fratello.

di Marco Roncalli

Ci sono le venti paginette Dal Papa al Concilio scritte nel 1832 e riviste nel 1849 con un’analisi spietata in cui si dichiara «spento moralmente il Papato» e si invoca un Concilio «raccolto da un popolo libero e affratellato nel culto del Dovere e dell’Ideale, dei migliori per senno e virtù fra i credenti nelle cose eterne, nella missione della creatura di Dio sulla terra, nell’adorazione della Verità progressiva».

E c’è la lunga lettera Dal Concilio a Dio , scritta nel 1870, due anni prima della morte in casa Rosselli, sorta di testamento politico­religioso in cui, rivolto ai Padri riuniti al Vaticano I sull’infallibilità del pontefice, l’autore esplicita non solo punti di dissenso dalla Chiesa cattolica, ma la sua Weltanschauung, religiosa, ma tutt’altro che cristiana: «Il vostro dogma si compendia nei due termini: Caduta e Redenzione; il nostro nei due: Dio e Progresso. Termine intermedio tra la Caduta e la Redenzione è, per voi, l’incarnazione del Figlio di Dio: termine intermedio per noi tra Dio e la sua Legge è l’incarnazione progressiva di quella Legge nell’Umanità, chiamata a scoprirla lentamente e compirla attraverso un avvenire incommensurabile… Noi crediamo nello Spirito, non nel Figlio di Dio».

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