Auguri

La giustizia sarà la cintura delle sue reni,e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi.Il lupo abiterà con l’agnello,e il leopardo si sdraierà accanto al capretto;il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme,e un bambino li condurrà. (Isaia 11:5-6)

 

 

Auguri di un Natale benedetto dal Signore e di un felice A.D. 2011

Andrea Panerini

La rivincita della tradizione dentro l’esposizione moderna

Locale: La Martinicca – da Pino

Tipologia: Ristorante

Località: Firenze – Via del Sole, 27/R – www.ristorante-lamartinicca.com

Valutazione: Quattro Forchette (su cinque)

Sono stato in questo ristorante con due carissimi amici di Firenze e subito mi ha colpito l’accoglienza cordiale e il servizio molto personale al tavolo: sono pochi ormai i locali che sono in grado di offrirlo. Un ristorante di una certa classe che può dare anche il calore di una taverna toscana d’altri tempi. Il menù è tipicamente toscano non senza qualche significativa innovazione e una menzione particolare

meritano piatti come i fagottini di pasta fresca alle pere in salsa di gorgonzola, le gustose tagliatelle al cinghiale, i carciofi fritti e il peposo all’imprunetina, per gli amanti degli stracotti della tradizione: piatti sicuramente per chi non deve stare troppo attento alla linea. Anche i tipici antipasti sono preparati con materie prime di ottima qualità e i patti sono presentati con grande cura e nitidezza di rappresentazione: qualità sempre più difficile da mantenere, quella di coniugare i sapori forti della tradizione con una chiarezza di esposizione nel piatto. Il prezzo che il titolare ci ha fatto è stato assolutamente di favore, ma è un ristorante dove, senza strafare, si mangia molto bene con 30/40 euro a testa vini (della casa) compresi e nel centro di Firenze non sono prezzi assolutamente da disprezzare, anche in relazione alla grande qualità del cibo e del servizio. Se passate da Firenze e siete vicini alla stazione di Santa Maria Novella è una opportunità gastronomica assolutamente da non perdere.

“Preghiamo per il peccato di cui, come italiani, siamo anche noi responsabili”: gli studenti evangelici di teologia sull’immigrazione

Lettera aperta degli studenti della Facoltà Valdese di Teologia

Noi, studenti della Facoltà di Teologia Protestante Valdese di Roma, abbiamo appreso con paura e sdegno l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina rivolta al medico che ha prestato cura al ragazzo di nazionalità egiziana, Mahmoud di 23 anni, abitante a Milano per motivi di lavoro.
Noi, che ci stiamo formando ad essere pastori e pastore, ci sentiamo chiamati a rivolgere la nostra preghiera a Dio per il peccato di cui, come italiani, ci rendiamo conto di essere anche noi responsabili.
Nel Nuovo Testamento l’apostolo Paolo scrive: “Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù”. (Gal 3:28)
Crediamo che un Paese, come il nostro, che ostenta ogni giorno la sua presunta identità cristiana, non possa continuamente comportarsi in modo contrario a ciò che Cristo ha detto e ha fatto.
Auspichiamo, quindi, che l’Italia cominci a vivere pienamente il cristianesimo di cui pensa di farsi portatrice.

Gli studenti e le studentesse della Facoltà Valdese di Teologia di Roma