Il pastore Raffaele Volpe è il nuovo Presidente dell’Ucebi

Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. (Gv. 15,26-27)

Il pastore Raffaele Volpe, 49 anni, è stato eletto nuovo Presidente dell’UCEBI (Unione delle chiese battiste in Italia). Raffaele è stato per tanti anni pastore della chiesa battista di Firenze e ho imparato a conoscerlo nella mansuetudine e nell’equilibrio di giudizio oltre che nella sua profonda vocazione. Con lui e Gianna Sciclone ho avuto l’onore e l’onere di elaborare il primo nucleo di quelle che poi sono diventate le veglie di preghiera contro l’omofobia a livello nazionale. Raffaele è una persona generosa e aperta sulle “questioni etiche” ma soprattutto è un testimone del Cristo risorto e della luminosità dell’Evangelo in tutte le sue molteplici e plurali espressioni e un convinto assertore del fatto che, su questa terra “tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l’amore.” (1Cor. 13,13)

Caro Lello, sono sicuro che farai molto bene nel tuo incarico e prego il Signore perchè ti dia forza, salute e saggezza per adempiere ai tuoi nuovi doveri.

Andrea Panerini

Tenere in ostaggio una capitale

Sabato 30 ottobre ho partecipato ad una interessantissima passeggiata per Roma sulle orme di Lutero, assieme a Corinna Landi: una riscoperta dei luoghi visitati dal frate agostiniano in occasione del cinquecentenario della sua venuta a Roma nel 1510. Sul bel libro della Corinna Landi mi soffermerò con una recensione nei prossimi giorni come anche sulla serata con Paolo Ricca. Volevo però riflettere su una manifestazione che ho subito durante questa passeggiata: l’itinerario proposto aveva ingenuamente messo come prima tappa Piazza del Popolo, ove sorgeva un convento agostiniano che la tradizione indica come il primo rifugio di Lutero nella città eterna. Il problema è stato rappresentato da diverse migliaia di giovani dell’Azione Cattolica convenuti per il loro incontro nazionale dal titolo C’è di più (con il più orrendemente stilizzato nella croce di Cristo). Al di là anche del dubbio significato teologico – sempre che l’incontro ne avesse uno – nulla di male: una libera manifestazione garantita dalla nostra Costituzione. Tralascio gli sguardi infuocati degli adulti accompagnatori quando hanno visto che portavamo in braccio un libro con il ritratto del Riformatore (i giovani nemmeno sanno chi è Lutero), ma è veramente possibile bloccare il centro di Roma per una manifestazione confessionale rumorosa e indisciplinata (tanto indisciplinata che ho visto con i miei occhi le forse dell’ordine intervenire per evitare che qualcuno si facesse male) a spese di tutti i contribuenti? Tutto il servizio d’ordine, le bottigliette d’acqua, i punti ristoro, le impalcature targate “Protezione civile” dubito che siano pagate dall’Otto per mille alla Chiesa cattolica romana. Ma aggiungo un pensiero impertinente: forse qualcuno dovrebbe spiegare a questi zelanti cattolici che in Piazza San Pietro di giovani ne entrano anche di più…

“Prendete la completa armatura di Dio”

Predicazione tenuta il 24 ottobre 2010 nella Chiesa metodista di Roma in Via XX Settembre

Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.

Efesini 6,10-17

Cari fratelli e care sorelle,
il testo che oggi il nostro lezionario segnala per la predicazione è, senza ombra di dubbio, uno dei più conosciuti e commentati del Nuovo Testamento oltre ad essere uno dei più suggestivi: il rischio, per il predicatore, è quello di dire un mucchio di banalità.
L’epistola agli Efesini, come saprete, è attribuita dalla critica moderna ad autore anonimo, con ogni probabilità della scuola che faceva riferimento allo stesso apostolo Paolo. Tratta un numero considerevole di argomenti circa la condotta dell’individuo cristiano e delle comunità.

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“In dialogo di fronte a Dio”

Predicazione tenuta il 26 settembre 2010 presso il Tempio valdese di Firenze

Disse ancora (Gesù) questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”. Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!” Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato».

Lc. 18,9-14

Cari fratelli e care sorelle,
sicuramente tutti e tutte noi ben conosciamo questa parabola fin dalla scuola domenicale o dal catechismo per chi proviene dalla formazione cattolica: è pertanto fin troppo facile vederla con superficialità e dire un mucchio di banalità. E’ ancora più facile leggerla a nostro uso e consumo per non dover essere costretti ad analizzare il proprio peccato e per non mettersi in discussione.

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