Recensione di “Litanie arabe”

Nicola Lotto

Ricercare l’essenza delle cose, ascoltare il proprio spirito parlare, amare semplicemente e senza fatica come fosse fisiologico e vitale. Versi secchi e tesi che lasciano il silenzio alle spalle o versi ambrati di desiderio che illuminano paesaggi sublimi. Versi che non hanno niente a che vedere con la banale pesantezza del presente ma che si librano leggeri nell’essenza del senso. Litanie arabe è l’ultima breve raccolta di poesie di Andrea Panerini, 16 componimenti maturati negli ultimi anni che sono stati appena pubblicati per La Bancarella editrice. Un piacere insolito deriva dalla lettura di queste liriche, trasportati nell’intima sensibilità dell’autore non possiamo davvero rimanere inerti di fronte a tanta carne messa sul fuoco. Scuserete l’espressione, ma è l’unica che permette di capire quanto materiale, esperienza ed emozione il poeta trascriva nero su bianco, e quanta forza probabilmente venga impegnata per arrivare al risultato finale. La poesia di Panerini per prima cosa mette in luce l’amore, non certo visto come sentimento puerile e voluttuoso ma come unico e privilegiato rifugio dai mali del mondo.

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