“Donna, perché piangi?”

Predicazione tenuta il 12 aprile 2009, giorno di Pasqua, presso la Chiesa metodista di Firenze

Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: “Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo”. Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto che era giunto per primo al sepolcro,  e vide, e credette. Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. I discepoli dunque se ne tornarono a casa. Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro, a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù.  Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?”. Ella rispose loro: “Perché hanno tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano deposto”. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, ed io lo prenderò”. Gesù le disse: “Maria!”. Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”. Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

Giovanni 20,1-18

Cari fratelli e care sorelle,
gioisca la Chiesa, splendente nella gloria del suo Signore. Con queste parole dell’exultet, l’antichissimo canto che annuncia la Resurrezione del Cristo nella Veglia di Pasqua in numerose chiese cristiane, comincio quello che per un predicatore è il sermone teologicamente più difficile.
Fin dall’inizio la scoperta della tomba vuota (20,1-9) sconvolge Maria Maddalena. Gli apostoli sono disorientati e non riescono a comprendere la vera essenza di quello che possono vedere davanti ai loro occhi. Il timore di un rapimento della salma, gli ansiosi andirivieni sulla strada della tomba, tutta l’atmosfera di quel mattino attesta una profonda venerazione per il Maestro defunto, ma non dimostra la giusta comprensione dei fatti. Il Vangelo di Giovanni, quello che è considerato il  teologicamente più complicato, oltre ad essere il più tardo cronologicamente, usa delle espressioni molto precise nel suo racconto. Per esempio il sudario è piegato (v. 7) e a noi contemporanei esprime ben poco nella comprensione immediata. Nel testo greco l’evangelista usa il verbo entulisso nella forma passiva, dando un pieno significato di avvolgere, un coprire avvolgendo. Potremmo tradurre: avvolgendo un luogo determinato. In Giovanni però l’espressione topos, luogo, indica in primo luogo il Tempio di Gerusalemme. Quindi il Tempio che è rappresentato dal corpo del Cristo, luogo dell’anima prima che luogo fisico, è stato avvolto da quel sudario. Fin dai primi versetti del brano, quindi, chi legge è avvertito della presenza di un fatto eccezionale, una sfumatura che tuttavia non sempre viene resa nelle traduzioni. Chi può, questo è il mio consiglio, si legga questo capitolo del Vangelo di Giovanni in greco: è di una bellezza teologica, letteraria e poetica unica.

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