«Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia»

Predicazione tenuta il 12 maggio 2013 nella Chiesa valdese di Firenze

Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l’indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunciano la via della salvezza». Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei». Ed egli uscì in quell’istante. I suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorità; e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città, e predicano riti che a noi Romani non è lecito accettare né praticare». La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi.
Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. A un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell’istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono. Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio. Fattosi giorno, i pretori mandarono i littori a dire: «Libera quegli uomini».

Atti 16,16-35

Cari fratelli e care sorelle,
«Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunciano la via della salvezza» urla a pieni polmoni la schiava indemoniata. La salvezza, cioè la vera libertà. Ma che cos’è la libertà? Lo sappiamo veramente oggi noi? Lo sapevamo venti secoli fa a Filippi?
Paolo e Sila stavano andando al luogo di preghiera quando vennero avvicinati, appunto, da questa giovane schiava. La ragazza poteva predire il futuro, perciò guadagnava molto denaro per i suoi padroni e costoro la affittavano perché leggesse la palma delle mani e per il divertimento delle riunioni d’affari e di “feste raffinate”, come si dice oggi. Era posseduta da un demonio, mentalmente instabile diremmo noi. Paolo ne ha abbastanza, giorno dopo giorno, dei vaneggiamenti della giovane donna, è infastidito, probabilmente ne ha anche compassione, e nel nome del Cristo la guarisce.

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Il Mazzini religioso a Roma e in Puglia

Giovedì 3 novembre avrà luogo, a partire dalle ore 18.30, presso la saletta interna di Casa Valdese a Roma (Via A. Farnese, 18 zona prati – Metro A Lepanto) la presentazione del volume di Giuseppe Mazzini “Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi” (Claudiana, Torino, 2011) a cura di Andrea Panerini e con prefazione di Paolo Ricca. Interverranno Lothar Vogel, ordinario di Storia del cristianesimo alla Facoltà Valdese di Teologia; Massimo Scioscioli, Associazione Mazziniana Italiana; Paolo Ricca, emerito di Storia della Chiesa alla Facoltà Valdese di Teologia e Andrea Panerini, curatore del volume. L’entrata è libera. Dopo la presentazione è previsto un aperi-cena a cui prenotarsi presso Casa Valdese (reception@casavaldeseroma.it – 06.3215362)

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Segnaliamo che lo stesso volume sarà presentato sabato 29 ottobre a Cerignola (FG) alle ore 18.00 nella Sala delle Conferenzedel Palazzo di Città (Via C. Battisti) con Andrea Panerini, il prof. Lucio Cioffi e il pastore Luca Anziani mentre domenica 30 ottobre a Orsara di Puglia (FG) alle ore 18.00 nella Sala del Consiglio Comunale (Via XX Settembre) sempre con Andrea Panerini, la prof.ssa Ada Prisco Giovanni Magnifico.

La redazione del sito

Odore di lavanda

Ieri sera mangiando un biscotto piemontese che mi era stato offerto da una sorella valdese del convitto della Facoltà di teologia, mi sono ricordato dello stesso gusto, dello stesso sapore, dell’odore di lavanda, dei mobili anni trenta, della casa della zia di mia madre, Marna, che il Signore ha voluto con chiamare nel suo Regno nel 2007 a 90 anni. Mi ricordo di me bambino, e di lei che mi rammendava i vestiti raccontandomi dell’ultima guerra, delle tessere di razionamento, dei bombardamenti, di lei giovanissima prima del matrimonio che guardava con apprensione i fascisti entrare nel bar dove lavorava. Le sue mani, da anziana, che sembravano carta velina, i suoi discorsi decisi da socialista mai pentita, il suo smarrimento in un mondo che non era più il suo e che, fin da giovane, cominciava a non essere più nemmeno il mio…

Auguri

La giustizia sarà la cintura delle sue reni,e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi.Il lupo abiterà con l’agnello,e il leopardo si sdraierà accanto al capretto;il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme,e un bambino li condurrà. (Isaia 11:5-6)

 

 

Auguri di un Natale benedetto dal Signore e di un felice A.D. 2011

Andrea Panerini

Lettera di dimissioni da Presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva”

Firenze, 1° giugno 2010

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap. 21,5)

Cari fratelli e care sorelle,
vi scrivo questa lettera per comunicarvi la mia irrevocabile decisione di dimettermi dalla carica di Presidente dell’Associazione “Fiumi d’acqua viva – Evangelici su Fede e Omosessualità”. Questa decisione è maturata nelle ultime settimane principalmente pensando a due priorità personali: il mio trasferimento, nell’ottobre prossimo, a Roma presso la Facoltà Valdese di Teologia, finalizzato al ministero pastorale e la cura della mia poco solida salute, le cui condizioni sono note a molti di voi. Questi due fattori, uniti ad altri, mi fanno ritenere di essere incapace di ricoprire questa carica più a lungo.
Essere stato il Presidente di questa associazione fin dalla sua fondazione e, in precedenza, coordinatore per oltre due anni del gruppo della REFO da cui ha poi preso vita, è stato uno degli onori e delle soddisfazioni maggiori della mia vita: un onore non soltanto relativo all’aspetto istituzionale ma in primo luogo all’aver avuto il privilegio di conoscere, frequentare, gioire, soffrire e pregare con ognuno e ognuna di voi e con tutti coloro (chiese, gruppi, comunità, singole persone) che si sono aggiunti nel corso del nostro non sempre facile cammino.

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Lavori in corso

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