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Benvenuti!

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Andrea PaneriniVi dò il benvenuto in questo mio sito rinnovato. Questo sarà non solo il mio spazio di presentazione, ma anche un luogo di scambio e di confronto aperto e libero, dove ci potremo conoscere meglio e insieme costruire qualcosa di nuovo ed interessante. Nella sezione Chi sono è presente una mia biografia aggiornata, in quella Sermoni vi sono tutti i testi delle predicazioni che ho affrontato in questi ultimi anni. Nella sezione Politica sono racchiusi gli articoli di attualità politica e culturale mentre nella Rassegna Stampa sono citati tutti i pezzi che reputo interessanti su di me e sulle tematiche prescelte. Nella sezione Album troverete una serie di mie foto e, per ultimo, vi segnalo la sezione Mangiare e bere dove mi adopero come critico gastronomico nel recensire locali italiani (soprattutto toscani).

 Vi auguro una buona lettura!

Andrea Panerini

Last Updated ( Thursday, 12 February 2009 18:58 )
 

“Il regno di Dio è in mezzo a voi”

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Predicazione tenuta l'8 novembre nella Chiesa valdese di Firenze

Interrogato poi dai farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, (Gesù) rispose loro: “Il regno di Dio non viene in modo da attirare gli sguardi; né si dirà: “Eccolo qui” o “eccolo là”; perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi”. Disse pure ai suoi discepoli: “Verranno giorni che desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, e non lo vedrete. E vi si dirà: “Eccolo là” o “eccolo qui”. Non andate, e non li seguite; perché com'è il lampo che balenando risplende da una estremità all'altra del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno.”

Luca 17,20-24

Cari fratelli, care sorelle,
il testo che il lezionario “Un giorno, una parola” ci propone oggi è di forte impatto escatologico: ci pone di fronte al rapporto che lega ognuno di noi a Dio nella speranza di vedere il suo regno e di conoscere quello che sarà l'ultimo dei giorni dell'era presente.
Gesù è nel pieno del suo cammino verso Gerusalemme, che lo porterà verso l'ingresso trionfale e la passione. Egli istruisce le folle al suo passaggio e compie numerosi prodigi. Nei versetti precedenti a quelli presi in considerazione, in questo stesso capitolo 17 del vangelo di Luca, il Signore guarisce dieci lebbrosi, ma solo uno torna indietro per glorificare Dio invece di raggiungere i sacerdoti, avendo così certificata la guarigione e potendo tornare alla vita civile e comunitaria.
“Quando verrà il regno di Dio?” gli domandano i farisei davanti a questi prodigi. Gesù rispose loro: “Il regno di Dio non viene in modo da attirare gli sguardi; né si dirà: “Eccolo qui” o “eccolo là”; perché il regno di Dio è in mezzo a voi”.
Il quando è una domanda che assilla l’uomo da sempre, perché va a toccare il futuro della sua vita, va a cogliere le incertezze del suo essere, va a rimarcare la fragilità del suo stesso vivere. Quando mi sposerò? Quando avrò figli? Quando guarirò? Quando troverò lavoro? Quando sarò felice? Quando sarò triste? E infine la domanda che tutti atterrisce: quando morirò? Purtroppo l'ossessione dell'uomo per questa domanda non aiuta a vivere serenamente, perché tutto ci sfugge, il mondo intorno a noi come la nostra stessa esistenza, e il non avere sotto controllo niente ci crea ansia e paura. Gesù ci riporta al presente, a vivere l’oggi. L'ultimo dei giorni arriverà pure, con i tempi e le modalità che Dio stesso deciderà, e porterà alla definitiva realizzazione del nuovo mondo, della nuova umanità che si deve realizzare. Ma qui Gesù ci dice che non dobbiamo essere passivi nell'attesa, qui ed ora bisogna essere testimoni del mondo nuovo che si realizzerà nell'ultimo dei giorni perché il regno di Dio in verità è già in mezzo a noi (o come alcune traduzioni recitano “è già dentro di noi”) e noi non riusciamo a vederlo. Quindi non solo vivere il presente nell'attesa della pienezza, ma entrare dentro di noi e al tempo stesso uscire nel mondo che ci circonda per scoprire la fonte della sua Parola. Gesù dicendo questo compie un processo di identificazione: non andate a cercare chissà dove il regno di Dio, perché il regno sono Io. Parte della realizzazione del regno sono le stesse guarigioni che opera nei confronti dei lebbrosi: Gesù è il regno di Dio che è in mezzo a noi. Lui opera già nelle nostre vite, anche se noi facciamo finta di non accorgercene. 
 

“Amate i vostri nemici”

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Predicazione tenuta il 1° novembre 2009 nella Chiesa metodista di Firenze

“Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello. Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle.
Voi avete udito che fu detto:
Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.”

Matteo 5,38-48


Cari fratelli e care sorelle,
il testo proposto per questa ventiduesima domenica dopo la Pentecoste è centrale nella teologia di tutte le chiese cristiane. Esso fa parte, come tutto il capitolo 5, del sermone sul monte e interpella in maniera drammatica le nostre vite con un profondo interrogativo: cosa significa essere cristiani?
Gesù contesta e sovverte la pratica giuridica che aveva caratterizzato i popoli semitici fino a quel momento: la legge del taglione, che pure aveva un suo preciso valore giuridico e pedagogico – perché limitava la vendetta permettendo un castigo non superiore al danno subito – deve essere superata. La legge del taglione è una pratica che ha ampio respiro nell'Antico Testamento (Es. 21,22-26; Lev. 24,19-21; Dt. 19,21) e che, con ogni evidenza, i capi del popolo d'Israele applicavano con il massimo rigore e diventando spesso il pretesto per le più barbare ingiustizie, ma Gesù vuole sovvertire questa realtà dell'umanità imbarbarita e messa a nudo dalla propria crudeltà.
Non contrastate il malvagio: cosa vuole dirci Gesù con quest'affermazione? Vuole dire che dobbiamo essere passivi di fronte alle ingiustizie e ai soprusi? Assolutamente no, il cristianesimo è una religione di impegno e di rifiuto dell'ignavia, in alcun modo è rassegnazione e oblio. Tuttavia Gesù ci ordina di non aggiungere vendetta ai torti che noi possiamo subire e di amare tutti i nostri fratelli incondizionatamente. I nostri fratelli e le nostre sorelle sono da amare anche quando si  abbandonano a pratiche e comportamenti malvagi nei nostri confronti come nei confronti della collettività: quest'amore che noi dobbiamo loro non è dovuto alla natura dei comportamenti umani ma all'intrinseca realtà che anche e soprattutto loro sono figli e figlie del nostro stesso Padre, seppur spesso non lo sanno o se ne dimenticano. Essere tutti figli e figlie dello stesso Padre è costitutivo della dignità personale e inviolabile che ogni persona, anche malvagia, possiede e che nessuno potrà mai togliere. Non aggiungere odio all'odio, amare e pregare per i nostri nemici, ecco una pratica che dovrebbe distinguere i cristiani dagli altri e che troppo spesso noi ci dimentichiamo, presi dai nostri egoismi, dal nostro orgoglio, dal nostro tronfio essere convinti di stare nel giusto. Siamo ciechi e sordi di fronte alle sofferenze dei nostri simili: troppo spesso anche piccole e grandi cattiverie che ci vengono rivolte sono sintomo di una sofferenza interiore della persona che, anche intenzionalmente, ci fa del male. La comprensione e la preghiera, unite alla fermezza e alla rivendicazione della giustizia sono le virtù che si richiedono a un cristiano che subisce un torto. Le prime non posso sussistere senza le seconde e viceversa, in un rapporto di complementarità necessaria tra gli esseri umani. 
Last Updated ( Tuesday, 24 November 2009 23:15 )
 

“Cercate prima il regno e la giustizia di Dio”

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 Predicazione tenuta il 20 settembre 2009 nella Chiesa metodista di Firenze

“Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.”  

Matteo 6,25-34

Cari fratelli e care sorelle,
questo testo appartiene al Sermone sul monte, uno degli esempi più limpidi, nel Nuovo Testamento, della rielaborazione e trasmissione orale dei detti di Gesù. Mt. 6 costituisce un inserimento in mezzo ai materiali provenienti dalla fonte Q come si possono trovare anche in Lc 6,20-49. Lo scopo di questo materiale aggiuntivo è quello di offrire ulteriori illustrazioni di ciò che si è voluto dire in Mt. 5,20 sui concetti di giustizia, di perdono e di devozione personale a Dio.
Questo è probabilmente il più amato fra tutti i brani della Bibbia che riguardano la fiducia in Dio e ve ne sono molti altri sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Perché ci commuove di più? Il suo potere si deve al suo carattere poetico. Si discute ancora se le formulazioni originariamente pronunciate da Gesù in aramaico fossero prosa o poesia, ma è indiscusso il fatto che il passo commuove secondo una logica poetica molto diversa da quella prosaica del nostro mondo quotidiano.

 

Panerini eletto nella Segreteria Regionale della FGS

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Sabato 3 Ottobre si è svolto a Piombino, in provincia di Livorno, il Congresso Regionale della FGS Toscana. Un nutrito pubblico e l’attenzione del Partito Socialista e dell’amministrazione comunale hanno fatto da contorno ad un bel dibattito congressuale che ha visto alternarsi negli interventi più di 15 ragazze e ragazzi provenienti da tutta la Toscana. La votazione ha registrato l’unitarietà delle preferenze verso il candidato alla segreteria Luca Baragatti che ha ricevuto un caloroso in bocca al lupo sia dai giovani compagni che dal Partito Socialista.

La segreteria sarà composta, oltre che da Baragatti, da Luca Pugnana (Vicesegretario, rapporti con associazioni e sindacati, organizzazione), Andrea Panerini (Comunicazione, addetto stampa, Diritti e Cultura), Martina Corsi (Scuola e Università), Andrea Volpi (Tesoriere, lavoro e welfare), Arianna Farinelli (Legalità e giustizia, pari opportunità) e Diego Radi (Politiche giovanili, sport e ambiente).

Andrea Panerini ha tenuto la relazione introduttiva alla mozione congressuale che sarà pubblicata a breve su questo sito.
Last Updated ( Friday, 09 October 2009 14:47 )
 
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